Giretto in barca nel web

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Oggi mi regalo venti minuti di facebook perchè non è una giornata facile, peraltro nemmeo il periodo è dei migliori, per aggiornarmi su quanto capita nel mondo integrando così il tempo per la lettura dei giornali. Che tanto poi i giornali dicono sempre le stesse cose e sono molto tendenziosi.

FB si legge guardando le figure, come ricordano bene i nostalgici dei fumetti. Uno sguardo rapido ai post per cercare quelli fra i tanti che raccontano ciò che succede intorno a noi. Lascio perdere i soliti delle frasi cretine ad effetto, tralascio gli spiritosi, gli pseudo divertenti e non degno di uno sguardo gli invasati sostenitori della loro politica di destra o di sinistra che sia. Resisto poco, forse una cinquantina di post in tutto e poi termino la carrellata con un senso di vuoto, di frustrazione.

GERARCHIE IMPOPOLARI: UN VESCOVO distrugge un miracolo.

I cattolici di Buffalo sono sbalorditi dal sapere che il loro vescovo Malone potrebbe aver deliberatamente distrutto un’Ostia forse protagonista di un miracolo eucaristico. La particola è caduta accidentalmente durante la messa e il parroco l’ha raccolta e, dopo averla immersa nell’acqua, l’ha custodita nel tabernacolo. Dopo qualche giorno l’Ostia che si stava sciogliendo era macchiata di rosso. Ma il vescovo ha dato l’ordine di cestinare il tutto perché “Gesù ormai non c’è più”. E a quel punto i fedeli sono insorti.

(Buffalo, america. Articolo de LA NUOVA BQ)

MAMME EROICHE 1: IL BIMBO ha malformazioni.

Lei però rifiuta eroicamente l’aborto, nasce un bambino sano e in perfetta salute.

Dalle immagini dell’ecografia che mostravano un’accumulo di liquido a livello del collo del feto, i medici ne dedussero una quasi certa sindrome di Down: un’anomalia genetica che causa un ritardo mentale e delle malformazioni fisiche. Per questo i medici le hanno sconsigliato di tenere il bambino e di abortire il giorno stesso. La coppia, Jordan Squires, 22 anni, originaria di Middlesbrough, e il marito Jonathan (30 anni), decide però di andare contro il parere e le pressioni dei medici che consigliano l’aborto. Non abortisce e sceglie di continuare la gravidanza e di far nascere il bimbo. Rifiutarono un esame del liquido amniotico, che avrebbe reso certa la diagnosi, ma comportato rischi per il bambino. Così Jordan Squires ha portato il bimbo al termine della gravidanza, ma il parto è stato difficile nonostante le contrazioni. La giovane mamma ha subito perciò un taglio cesareo d’urgenza e ha dato alla luce un bebè di 4kg e 400 grammi. Che nella sorpresa generale, era in perfetta salute. Secondo la mamma, il piccolo Jay, che festeggerà il suo secondo compleanno a febbraio, si è ammalato soltanto una volta da quando è nato. Ha spiegato al «Daily Mail» di essere ovviamente felicissima di non aver seguito i consigli dei medici: «Avremmo perso un bambino in buona salute se avessimo deciso diversamente». Malgrado il sollievo, la giovane mamma resta furiosa con i dottori, che secondo la sua opinione hanno effettuato una diagnosi affrettata e l’hanno spinta ad abortire: «Abbiamo avvertito molta pressione affinché interrompessimo la gravidanza. Non ci è stato fornito alcun sostegno né consulenza nel caso in cui avessimo voluto prendere una decisione diversa». È per questo che la donna consiglia alle persone alle quali viene indicata una tale diagnosi di chiedere un secondo parere medico prima di decidere di abortire.

(Daily Mail, ripreso da Salernonotizie.it)

GOVERNI E FINANZE: Vivo in FRANCIA da circa 15 anni e vi dico che stampa e TV non vi raccontano come stanno le cose.

Vivo in Francia da circa 15 anni e vi dico che stampa e TV non vi raccontano come stanno esattamente le cose. Si vuol far passare questo movimento di protesta come persone che non vogliono un cambiamento sulle politiche dei carburanti. Le proteste non sono solo per l’amento del prezzo del diesel ma bensì sull’attacco portato avanti dal governo sul potere d’acquisto. Il diesel è aumentato finora del 27%, un nuovo aumento ci sarà a gennaio e poi ogni sei mesi fino al 2021 (fine del mandato di Macron). Tra l’altro dei 15 miliardi di introiti in più, solo 3 andranno alla transizione ecologica.
Il passaggio di proprietà è aumentato del 13%, il controllo tecnico del 100% e le multe del 130%. A proposito delle multe voglio dirvi che il governo ha liberalizzato l’attività. Non ci sono solo i poliziotti e i gendarmi a fare le multe ma anche i privati ed ecco perché un aumento (in euro) del 130%. Tra l’altro queste aziende cercano personale, ti danno un auto provvista di radar e tu devi circolare, seguendo un itinerario, per 8 ore rispettando i limiti di velocità. A fine giornata la società scarica i dati e invia le multe. Stipendio 1.600€ al mese netti.
Ovviamente l’aumento dei carburanti genera un aumento dei trasporti e quindi dei prodotti. Verrà introdotta nel 2019 la eco-tax che riguarderà tutti i camion, non solo i TIR che circolano su autostrada ma tutti.
Le tasse sulle pensioni sono aumentate mentre è stato abolito il contributo di solidarietà pagato dai più ricchi. Era stato promesso il taglio dell’imposta sulla casa che poi è stato ritirato. E’ aumentato il prezzo delle assicurazioni, energia, medicinali. E’ stato ridotto da 1000€ a soli 100€ il contributo per cambiare gli infissi nelle case più vecchie. Il contributo per i pannelli solari non esiste più e la chiusura delle centrali nucleari più vecchie posticipato al 2035.
Per farla breve, Macron sta facendo in Francia quello che Monti ha fatto in Italia cioè attaccare il potere d’acquisto per creare disoccupazione e far scendere i salari. Altro che ecologia.

(di Massimo Buzzelli, arianna editrice)

FAKE E POLEMICHE RICORRENTI: SETTE VERITA’ DIMENTICATE SUL NATALE

Gesù non era un arabo, Maria e Giuseppe erano regolarmente sposati, non erano profughi, non erano clandestini, non erano senza fissa dimora, non erano poveri e non disprezzavano i soldi e l’oro dei magi.

GESÙ NON ERA UN ARABO
Gesù non era un arabo, come viene sostenuto da più parti, né tanto meno un “palestinese” ma più semplicemente un ebreo avente, per di più, una ascendenza regale (Re Davide).
2) MARIA E GIUSEPPE ERANO REGOLARMENTE SPOSATI
Maria e Giuseppe erano regolarmente sposati e non una “coppia particolare” come spesso alcuni riferiscono.
3) A BETLEMME NON ERANO PROFUGHI
Maria e Giuseppe non erano profughi. […] Si dovettero spostare da Nazareth a Betlemme (circa 130 km, un po’ come andare da Roma a L’Aquila) per via del censimento indetto dall’imperatore romano Cesare Augusto.
4) IN EGITTO NON ERANO CLANDESTINI
Maria e Giuseppe non erano clandestini. […] Anche quando si trasferirono in Egitto per sfuggire alla cattura di Re Erode si trovarono sempre dentro l’Impero Romano, nel quale la circolazione fra le varie province era libera. Un po’ come se noi dall’Italia ci trasferissimo per tre anni, all’interno della stessa Comunità Europea, a Vienna o a Parigi.
5) NON ERANO SENZA FISSA DIMORA
Maria e Giuseppe non erano “senza fissa dimora”. Avevano una casa a Nazareth dove Giuseppe svolgeva un regolare lavoro.
6) NON ERANO POVERI
Giuseppe e Maria non erano poveri. Giuseppe, carpentiere e uomo saggio, faceva parte, per usare un’espressione moderna, del ceto medio. Arrivato con Maria a Betlemme cercò un albergo dove far riposare la sua sposa avendo con sé il denaro sufficiente per pagarlo. Purtroppo non vi trovò posto per via della moltitudine di persone che si erano spostate a causa censimento.
7) MARIA E GIUSEPPE NON DISPREZZARONO I SOLDI E L’ORO
Maria e Giuseppe non schifarono l’oro ritenendolo “sterco del demonio”, ma lo accettarono insieme agli altri preziosissimi doni portati a Betlemme dai nobili sacerdoti orientali.

(Camillo Langone nell’articolo pubblicato su Il Giornale il 24 dicembre 2017)

MAMME EROICHE 2: I medici decidono di staccare la spina, ma il NEONATO SOPRAVVIVE: il miracolo del piccolo Kaleb

Per i medici era cerebralmente morto, tanto che gli avevano staccato la spina: oggi Kaleb ha 15 mesi e sta per passare il suo primo Natale a casa con i suoi genitori. Il “miracolo” è avvenuto in Gran Bretagna: quando è nato il piccolo Kaleb è rimasto per un lasso di tempo abbastanza lungo senza respirare, cosa che ha avuto conseguenze sul suo sviluppo cerebrale. I medici hanno detto ai genitori che era cerebralmente morto: loro però non hanno mai smesso di sperare che il bimbo stesse meglio. Dopo 10 lunghi giorni, i dottori hanno consigliato ai genitori di decidere di staccare la spina: cosa che è avvenuta il 10 settembre 2017. Ma Kaleb ha continuato a respirare da solo ed è sopravvissuto. Oggi ha 15 mesi, è vivo e cresce. 

(Il mattino.it)

PERVERSIONI NON OSTACOLATE: La ricerca PRO PEDOFILIA «È solo una variante sessuale»

Il pedofilo Thomas O’Carroll, che fu incriminato per l’abuso di materiale pedo-pornografico omosessuale, scrive un articolo in difesa della pedofilia su una rivista scientifica: «L’affetto adulto/bambino è impedito dalla società patriarcale che vuole controllare il sesso, la donna e figli». In fondo, scrive, «la pedofilia è un orientamento sessuale, giustificato dal consenso del bambino». Un malanno teorico che viene da lontano e chi non lo riconosce ne è complice.

(Benedetta Frigerio su La nuova BQ)

FOLLI CONSEGUENZE: CORINALDO, la tragedia dei ragazzi morti in discoteca.

La tragedia dei ragazzi che impazziscono per scemenze diaboliche di questo livello. La tragedia di un rapper che incassa e lavora enormemente grazie al linguaggio estremo, scurrile e dissacrante. La tragedia di genitori che non conoscono, non capiscono, non possono intervenire, non controllano, non educano. La schiera di giornalisti, davanti all’audience incuranti del fatto che ci sia immenso dolore in chi ha perduto un figlio, che inveiscono contro quei genitori che accompagnano i loro bambini in simili luoghi. Qualcuno scrive di gang di nordafricani che rapinano abitualmente nelle discoteche utilizzando bombolette urticanti. Qualcun altro indica un probabile mal funzionamento dell’impianto di fumo artificiale. Pochi ammettono di non essersi mai interessati ai cantanti di moda per i loro figli ed ai testi delle loro canzoni.

PRETI IMPAZZITI: Don Paolo Farinella non crede alle stimmate di padre Pio e San Francesco.

“Padre Pio è morto e bisogna lasciarlo sotto terra”, dice, e relativamente al sincero culto dei fedeli che hanno omaggiato le spoglie di San Pio e, tramite il santo, hanno chiesto nella preghiera varie grazie a Dio, Farinella dice: “Ma che culto, è tutto incerato: non è una cosa seria”.

Ne ha anche per il Papa Francesco, che ha voluto la salma a Roma per il Giubileo: “L’ha fatto perché è argentino, e lì c’è una devozione popolare fortissima. Poi la Chiesa è frantumata è un modo per riunire le componenti”. Le affermazioni pesanti di Farinella continuano. Sulle celebri stimmate del Santo sostiene: “sono mistificazioni, non ci ho mai creduto. Magari era una forma isterica.

Non credo nemmeno a quelle di San Francesco”. E sul family day dice: “i politici cattolici vanno tutti da Padre Pio, e poi vanno al family day con Gasparri Brunetta e Giovanardi” e, in opposizione all’insegnamento perenne della Chiesa, si dichiara favorevole alle adozioni tra persone dello stesso sesso: “un bambino può crescere con due uomini, ed è pur sempre meglio di un orfanotrofio. È indispensabile che nell’affettività ci sia un elemento maschile e femminile ma indipendente dal genere”. Inoltre, aggiunge: “Per alcune culture i maschi sono assenti in varie culture dall’educazione dei figli. Mi occupo di dare supporto psicologico a bambini violentati da famiglie eterosessuali… per cui, non diciamo luoghi comuni”.

Ricordiamo che Farinella è quel prete che non ha voluto fare il presepe in chiesa per fare un dispetto al leader della Lega Nord Matteo Salvini, quel prete che aveva dichiarato: “La Gelmini si faccia infibulare”, che aveva auspicato la morte di Renzi perchè “porta avanti i piani di Berlusconi”.

(La fede quotidfiana.it)

MA ANCHE GOCCE DI BELLEZZA:  mi intrattengo felicemente sulla presentazione alla Camera dei Deputati del libro di COSTANZA MIRIANO: ecco un bellissimo esempio di politica vera, orientata alle cose belle ed importanti. Complimenti ai ministri che l’hanno organizzata, a chi l’ha proposta e a Costanza che scrive con rara intensità e facilità ad essere compresa che proprio non capisco chi non la legge. E ancora meno capisco perché in televisione e nei giornali non esiste traccia di avvenimenti come questo. Ascoltare questo intervento mi rincuora e mi aiuta a tornare al mio mondo. Fine della navigazione nell’interspazio web.

Soprattutto i nostri figli, ma ormai vale anche per noi, trovano nei quotidiani una parte dell’informazione che cercano. Il web offre testimonianze, filmati, riprese dal vivo e notizie che spesso il linguaggio servile al politicamente corretto dei giornali non passa.

Abbiamo preso atto tutti della facilità di accesso alle informazioni che il virtuale ci offre e delle difficoltà a comprendere quali siano le notizie vere e quali le fake news, che però non ci paiono poi tanto diverse dalle stesse difficoltà a distinguere le notizie vere nella stampa cartacea anch’essa portatrice di molte falsità più o meno volute.

E’ necessario che scuola e famiglie siano attenti a capire la portata degli strumenti e delle nuove tecnologie, cercando di farlo ad una velocità quanto più somigliante possibile a quella dei nostri giovani. Serve anche aiutare i ragazzi a districarsi nella giungla delle nuove informazioni per difendersi dal pericolo delle falsità.

Un abbraccio (virtuale, naturalmente) a tutti.

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