Come un Buon Padre

La Famiglia Cambierà il mondo. Di: Emanuele Pizzatti

Capitolo 2) – LA FAMIGLIA.

Dobbiamo anzitutto smettere di de-costruire la famiglia e impedire a chi lo sta facendo di continuare nella sua azione negativa. Dobbiamo riconoscere questo intento ovunque venga nascosto furbamente e isolarlo ponendo invece in alternativa la necessità di orientare ogni decisione alla Famiglia, base autentica e naturale di ogni società e fonte del futuro della comunità mediante i figli, che possono e devono provenire solo da una famiglia.

Ogni piano di sviluppo territoriale deve partire dalla valutazione di impatto nelle famiglie di quel territorio. Ogni decisione in ogni settore di ogni Comune o Provincia o Regione deve essere strettamente correlata al miglioramento della vita familiare e al futuro dei figli rispetto a quelle decisioni. Si deve capire profondamente quanto il benessere delle famiglie, comprese in questo le relazioni interne fra i loro membri, sia direttamente proporzionale al benessere sociale di quella comunità e al suo futuro.

Prendo volentieri spunto da una bellissima intervista del Network Family in Italia con la professoressa Vera Negri Zamagni, docente presso l’Università di Bologna: “Parlare di Famiglia sembra essere cosa retrograda, vecchia, sorpassata. Ma la Famiglia deve tornare al centro di ogni decisione politica e le politiche familiari devono essere viste come politiche di benessere sociale. Principalmente per tre motivi:

NON SI PUO’ ESSERE FELICI DA SOLI, la tendenza attuale alle famiglie monopersonali generano importanti infelicità sociali derivanti proprio da questa solitudine;

LA GENERATIVITA’, tanto di figli quanto di progetti. Nessuno progetta qualcosa da solo, la Famiglia è la base naturale di questa generatività, base educativa e culturale;

LA FRAGILITA’, il sostegno reciproco. Senza famiglie vengono esternalizzate le esigenze di sostegno sociale dei più deboli se non sostenute da nessun familiare. Abbandonati quindi alla carità pubblica e ai servizi sociali. Quando non avviati all’eliminazione mediante eutanasia. Aver abbandonato la famiglia, non averla adeguatamente sostenuta, significa essere piombati in queste problematiche. Sostenerla significa avviarsi a risolverle”.

La famiglia è un tratto fondamentale della natura umana e del benessere sociale, per questo anche la Chiesa Cattolica se ne deve occupare e se ne è sempre occupata meglio di chiunque altro. Il bene della persona e della società umana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare.

Uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II e della Chiesa cattolica si intitola Gaudium et Spes, Costituzione Apostolica promulgata da Papa Paolo VI. Riesce ad analizzare la situazione della Famiglia nel contesto sociale di quel momento ma con sguardo profeticamente rivolto al futuro. Avverte già nell’ormai lontano 1965, e diffonde questo inascoltato allarme, i pericoli dei progetti mondiali in evoluzione e dell’imminente sforzo di de-costruzione di questo pilastro fondamentale e divino. Definisce la famiglia nei suoi principali contorni e indica con chiarezza la sua posizione e relazione con gli organi sociali, politici e statali.

Come potete amministratori tutti delle nostre tormentate società non capire questo semplice passaggio? Certo l’economia è enormemente importante. Vero anche che lo stato debba guardare all’interesse di categorie di cittadini molto piccole, nicchie sociali. E’ urgente occuparsi di lavoro, della corruzione evidente nelle posizioni influenti ma diffusa a tutti i livelli, della formazione dei politici nei meccanismi che li portano al potere, dell’apparato burocratico al servizio più dei baronati politici che del cittadino, di quelle regioni che sembrano vivere sempre nel secolo precedente e di molto altro ancora che tutti possiamo immaginare (non mancano certo le occasioni di critica o le cose fatte particolarmente male) e tutto fa parte delle cose che contribuiscono all’infelicità sociale che mina oggi la fiducia nello stato, nella giustizia e nella politica.

Ma il grado di felicità della famiglia è strettamente connesso con il bene della nostra società. Nulla vale più di questo. Dalla felice situazione della famiglia derivano un miglior welfare, una migliore assistenza ai poveri agli anziani e ai bisognosi, una migliore educazione e istruzione dei ragazzi, una maggior numero di figli, un capitale sociale più solido, un sistema pensionistico migliore. Da famiglie più felici avremo figli meglio educati e formati e di conseguenza avremo migliori politici, migliori manager, migliori sacerdoti, migliori medici, giornalisti, artigiani.  

Cosa può valere più di questo oggi? Per quale motivo non facciamo altro che cercare questo anziché conquistare di continuo nuovi diritti o presunti tali che si ispirano a società performanti economicamente e formate da individui soli e insoddisfatti?

La vita coniugale non è ordinata alla propria personale soddisfazione, all’appagamento del proprio sentimento. Non mettiamo al mondo figli per soddisfare le nostre esigenze di maternità o paternità. Non ci sposiamo per trovare le risposte a tutte le nostre mancanze ma per amare, per donare e donarsi. Per rendere felici altre persone. E per contribuire alla costruzione e al progresso del mondo. Non riuscire più a sentirsi innamorati o soddisfatti non è il problema vero di molte famiglie, lo è invece il non riuscire più a rendere felice l’altro, aver perso di vista l’obiettivo del nostro progetto comune, il non aver fatto la necessaria manutenzione al nostro rapporto ri-settandolo di frequente per continuare a conoscersi nonostante i cambiamenti della vita e per poter riuscire a continuare il nostro sforzo di rendere felice la nostra metà. Il fatto che costi fatica e che a volte sia molto difficile non deve affatto essere di ostacolo ma piuttosto sia una sfida, uno sprone.

Questo brano del testo della costituzione apostolica mi pare addirittura rivoluzionario: “Tutti coloro che hanno influenza sulla società e sulle sue diverse categorie, quindi, devono collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia; e le autorità civili dovranno considerare come un sacro dovere conoscere la loro vera natura, proteggerli e farli progredire, difendere la moralità pubblica e favorire la prosperità domestica. In particolare dovrà essere difeso il diritto dei genitori di generare la prole e di educarla in seno alla famiglia.” Un Sacro dovere… non un semplice compito. Non un generico impegno … un Sacro dovere!

La FAMIGLIA è quindi PIU’ IMPORTANTE DELLO STATO essendone la cellula educativa e procreativa naturale e primaria. Trova legittimazione nella natura umana e non nelle leggi, nessuno statista o politico ha inventato e costituito la famiglia. Esiste naturalmente e se ne è dovuto prendere semplicemente atto. Lo stato è SUSSIDIARIO della famiglia e tenuto a sostenere in ogni modo lo sforzo procreativo ed educativo. Cioè lo stato si affianca alla famiglia e la aiuta in ogni modo possibile nelle sue fatiche. O quantomeno dovrebbe farlo. Questo esiste ed è scritto da molto tempo su molti testi fondamentali, ma nessuno ha la sensazione che davvero funzioni così.

Quanto al considerare un sacro dovere la prosperità domestica della famiglia poi… sono in molti al potere nella condizione di doversi vergognare del loro operato.

Quanto ancora al difendere il diritto di educare la prole basta capire ciò che è stato proposto e fatto per introdurre nella scuola progetti fortemente voluti da enti sovranazionali enormemente finanziati e organizzati ed in linea con il pensiero unico del nuovo ordine mondiale per misurare tutto quanto si è realizzato in senso contrario al buon senso ed ai migliori valori che la nostra civiltà ha saputo esprimere.

Essendo la famiglia NATURALMENTE DEPUTATA all’educazione dovremmo trovare in questo uno stato a noi sussidiario, al nostro fianco nella difesa della nostra linea educativa e della nostra libera scelta sui contenuti e valori.

Lo sanno bene i dirigenti scolastici e gli insegnanti e purtroppo ben lo sanno anche tutti coloro che vedono la famiglia come il principale ostacolo alla formazione delle coscienze secondo pericolosi progetti di caratura mondiale oggi fortemente avanzati. Per questo i peggiori progetti educativi entrano nelle scuole sempre con furbizia, presentandosi maliziosamente rivestiti di buone intenzioni.

I professionisti (medici, psicologi, pedagogisti, insegnanti) che propongono programmi chiaramente intesi a sostituirsi alle famiglie in questi ambiti e con contenuti spesso in palese contrasto con i valori e la cultura della famiglia quando non colmi di vere e proprie falsità, lo fanno perché l’Europa lo vuole, perché altre nazioni lo fanno già, perché appare progressista, perché tutto ciò che esiste da tempo sembra STEREOTIPO in senso negativo. Perché lo indica l’OMS (e talvolta nemmeno sanno cos’è), spesso perché sono animati da un certo risentimento verso la cultura Cristiana.

Nei gruppi di genitori rivedo rappresentata la situazione politica della nostra nazione: circa un 40% sono convinti che le famiglie non sono in grado di effettuare le migliori scelte educative con il dovuto discernimento e preparazione. Un altro 40% circa sceglie di non scegliere, preferisce rischiare e fidarsi della scuola o dell’ASL o dello stato. Il rimanente 20% capisce l’importanza di un diretto coinvolgimento e di una valutazione profonda dei contenuti di quanto proposto, ma spesso non ha tempo, spazio e forza poiché spesso, inoltre, è già impegnato su molti fronti.

Così anche fra gli insegnanti troviamo la parte di loro convinta che lo stato debba imporre stili educativi ai nostri figli (facile trovare proposte di legge in questo senso e facile trovare negli atti degli attuali ministri molto di questo), la parte che preferisce NON ESPORSI e la parte che capisce e condivide ma, per vari motivi, fatica ad attivarsi.

E’ importante decidere di dedicare del tempo all’approfondimento delle questioni che possono aiutare la vita familiare e ci possono aiutare nel difficile compito dell’educare i nostri figli soprattutto considerando che sono circondati da strumenti e proposte accattivanti e violente.

Occorre abbeverare la nostra sete di amicizia vera, di condivisione fraterna e sincera dei problemi, di ricerca di soluzioni. Molti si sentono impreparati o impauriti ed è bellissimo trovare talvolta un braccio sul quale potersi appoggiare. Aprire le porte di casa e il cuore alle persone che possiamo conoscere si rivela spesso di grande importanza.

Chi può deve avere spirito di iniziativa e promuovere ogni sorta di attività di incontro e di sostegno familiare e di diffusione di sana cultura e testimonianza. Bisogna essere presenti sia nelle scuole che nelle occasioni in cui la presenza dei genitori può e deve cambiare le carte in tavola. Dare il nostro tempo e il nostro esempio non solo ai nostri figli ma testimoniando, come famiglia intera, coinvolgendo gli amici nelle esperienze migliori. Soprattutto in questo ambito il nostro saper essere Buoni Padri e Madri di famiglia avrà un effetto dirompente perché sarà vero, vissuto e incontestabile. E bisogna sostenere chi lo fa. Dare una mano o qualche ora del proprio tempo è un modo meraviglioso che vedrà portare frutti inaspettati alle nostre amicizie.

LA FAMIGLIA è sistematicamente de-costruita poiché rappresenta un pericoloso ambito di libertà educativa. Ri-costruirla e sostenerla significa difendere quelle libertà fondamentali per le quali i nostri avi hanno combattuto.

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