SCUOLA PARENTALE San Benedetto, una intervista per capire

Questa intervista ai fondatori della Scuola San Benedetto è rivolta a tutti i genitori che intendono avvalersi dell’istituto giuridico dell’Istruzione parentale e svolgere a casa l’istruzione dei propri figli.

La Scuola San Benedetto si distingue, oltre che per la qualità dell’offerta formativa, per la particolare metodologia che prevede l’invio quotidiano di materiale didattico ai genitori per renderli in grado di trasformarsi perfettamente negli insegnanti dei loro figli.

E’ rivolta a tutti quei genitori con bambini della scuola dell’infanzia che debbono esprimere una scelta circa l’inizio del ciclo dell’obbligo d’istruzione (6-16 anni).

Emanuele Pizzatti ha intervistato i fondatori della Scuola: Nicola Pasqualato, Maria Chiara Nordio e Giorgio Enrico Cavallo

D: Il supporto pedagogico – didattico che voi offrite alla famiglia quale impegno richiede, che ritmo prevede?

R: Per quanto riguarda la scuola elementare noi forniamo le istruzioni precise e la documentazione necessaria per svolgere la lezione del Lunedì, Martedì, Mercoledì e Giovedì di ciascuna settimana dalla prima di ottobre all’ultima di maggio.

Per la scuola media, data la gran quantità di materiale offerto, viene fornito un calendario mensile al quale la famiglia può attenersi, regolandosi in autonomia.

D: Quanto tempo richiede ai genitori accompagnare un proprio figlio nel percorso di scuola elementare o media?

R: Per quanto riguarda la scuola elementare calcoliamo che per svolgere la lezione del mattino un bambino impieghi dalle 3 alle 4 ore e mezza di lavoro. Per la media l’impegno può essere simile, tenuto conto che il ragazzo – ormai più maturo – potrà progressivamente studiare in autonomia.

D: Quante tempo dedicano alla scuola i ragazzi?

R: I bambini della scuola elementare lavorano 4 mattine alla settimana mentre la mattina del venerdì è considerata mattina “jolly” cioè può essere impiegata per recuperare, ripassare ovvero svolgere attività sulla lingua 2 (dialetto o lingua locale) o altre materie di cui non forniamo il supporto (musica, inglese, informatica, arte, ginnastica).

Nella nostra scuola non ci sono compiti da svolgere oltre alle lezioni assegnate.

Per la scuola media, lasciamo liberi i genitori ed i ragazzi di dedicare il tempo che ritengono necessario. L’ideale sarebbero le mattine od i pomeriggi (escluso il fine settimana). Teniamo conto che i ragazzi non dovranno necessariamente rimanere davanti ad uno schermo per tutta la durata di una mattina! Potranno ascoltare la lezione e poi studiare sugli appunti, se vorranno.

D: Tutti sono secondo voi in grado di poterlo comprendere e utilizzare nello sforzo educativo del figlio?

R: Uno dei nostri slogan è: “Ogni buona mamma ed ogni buon papà può essere una buona maestra e un buon maestro per il proprio figlio”.

Non dimentichiamo che il genitore sarà sempre il massimo “esperto” del proprio figlio poiché, proprio in quanto genitore, egli è teso alla massima cura dell’apprendimento, ovvero, sempre disponibile, se necessario, a ripetere, ripassare e rinforzare i concetti da apprendere. Inoltre il rapporto individuale genitore-maestro/alunno favorisce un migliore apprendimento. Nei casi di gruppi organizzati viene individuato un maestro professionista che è in grado di lavorare con più bambini contemporaneamente.

Tutte le lezioni, sia per le elementari che per le medie, sono effettuate dai genitori oppure esistono supporti di didattica a distanza con videolezioni o simili?

Per quel che riguarda la scuola elementare il supporto per il genitore/maestro che forniamo avviene tramite sistemi informatici (in attesa di aprire delle scuole fisiche locali) ma il bambino svolge una scuola sempre in presenza del genitore/maestro ed in modalità assolutamente analogica, senza cioè vedere tablet, PC o telefonini.

Per quanto riguarda il ciclo della scuola media e successivi il supporto prevede la fornitura di materiale prevalentemente video, della durata di circa 15-20 minuti per ogni lezione. L’intento è quello di fornire delle lezioni brevi ma ricche di informazioni, in modo che i ragazzi non debbano rimanere troppo davanti ad uno schermo.

D: E’ previsto l’utilizzo di libri di testo?

R: La nostra scuola si avvale dei sussidi in uso negli anni ‘50/’60. Pertanto adottiamo sussidiari e libri di lettura che abbiamo recuperato prodotti negli anni ‘50/’60.

Riguardo dell’insegnamento dell’italiano e della matematica impieghiamo, parallelamente ai suddetti sussidi, il Metodo Analogico del maestro Camillo Bortolato.

Per la scuola media, invitiamo i genitori ad acquistare comunque i manuali consigliati dalle scuole, specie se per materie (quali la matematica o l’inglese) nelle quali è necessario fare molti esercizi. La bontà dei libri di testo odierni è molto bassa e l’onestà di taluni autori è scarsa: saranno allora le nostre lezioni che interverranno per correggere le (prevedibili) imperfezioni dei libri di testo.

D: E’ possibile prevedere in futuro la possibilità di scuole superiori parentali?

R: Come progetto C2 stiamo lavorando per creare un supporto anche per le scuole superiori, specie per il liceo scientifico. Allo stato attuale, prevediamo un supporto mirato per le specifiche materie tradizionalmente più problematiche (matematica, inglese, italiano). Certo, serve molta determinazione da parte del ragazzo per intraprendere lo studio di una scuola superiore in autonomia; ma non è impossibile: ottimizzando il tempo e gli sforzi, è un traguardo raggiungibile. All’estero, d’altronde, è una possibilità tutt’altro che secondaria: in molti paesi d’Europa è una scelta diffusa.

D: Possono due o tre famiglie unirsi nel progetto di scuola parentale? E’ opportuno che accada?

R: Certo che si. Abbiamo già gruppi organizzati che si avvalgono di un’insegnante professionista che svolge la scuola per gruppi omogenei di alunni.

La nostra unica regola è che ogni bambino deve essere iscritto al nostro supporto e versare la quota mensile prevista, dopodiché ogni gruppo di genitori può aggregarsi, come crede, ed avvalersi anche di persone esterne alla famiglia per lo svolgimento delle lezioni.

Ritirare oggi dalla scuola pubblica i bambini è il sistema più semplice ed efficace per interrompere il processo di involuzione culturale in atto nella società e per tornare a prediligere l’istruzione rispetto alla socializzazione diseducativa di oggi (pensiamo al gender o altre ideologie).

I bambini che singolarmente vengono istruiti a casa praticano una socializzazione “sana” perché sono a contatto con i loro genitori e perché, qualora organizzati in piccoli gruppi, condividono con gli altri compagni gli stessi nobili valori. 

Come possono essere descritti, in sintesi, i principi fondamentali della vostra scuola che ne costituiscono il carattere educativo peculiare.

I capisaldi sono tre. Innanzitutto ripristinare la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo: primo Maestro. Infatti, ora come allora, il maestro, con il proprio comportamento, il linguaggio, lo stile di vita e la fede nel Padre, è esempio per i suoi alunni. In secondo luogo la necessità di non sopprimere la trasmissione storica, culturale, linguistica, valoriale e patriottica. L’insegnamento della seconda lingua, che nella scuola San Benedetto, è il dialetto o lingua locale ne conferma l’intenzione. Infine il ripristino del patrimonio cristiano cattolico attraverso l’insegnamento della lingua latina nella classe quinta.

Condividendo l’intento e la “mission” della Scuola San Benedetto, anche l’offerta delle medie è volta ad un insegnamento alla luce della fede. Poiché crediamo che questa sia l’età nella quale il ragazzo inizia a maturare le proprie idee e le proprie convinzioni, è scopo delle nostre lezioni (specie in italiano e storia) fornire le chiavi interpretative del mondo in cui viviamo, stimolando la formazione di uno spirito critico.

D: Come può essere definita la differenza fondamentale con la scuola pubblica (statale o privata paritaria) attuale?

R: L’offerta formativa della scuola pubblica di oggi, e qui mi riferisco alle Indicazioni Nazionali ed ai libri di testo in circolazione, non già ai singoli docenti, è, a mio avviso, davvero povera. Essa trae origine dall’ideologia del ‘bambino competente’, concetto elaborato da Maria Montessori e sviluppato nell’altro concetto di ‘Il cento c’è’ da Loris Malaguzzi. Questo approccio ha riportato la scuola ad una “concezione tolemaica” rifiutando la rivoluzione copernicana che poneva correttamente al centro il sole, cioè Dio nel nostro caso. In concreto, mettere al centro il bambino soddisfa pienamente i criteri del Nuovo Umanesimo cancellando Dio e la Verità.

La Scuola San Benedetto nasce per combattere la povertà educativa della scuola di oggi e per rispondere ai genitori che chiedono un ricco programma cattolico, legato alla storia ed alle radici della nostra terra. La tipologia di scuola parentale che propongo non è una scuola a distanza, ove la maestra si collega on line con gli alunni, bensì consiste nella trasmissione della didattica quotidiana ai genitori/maestri. Sono loro che, avvalendosi dell’istituto giuridico della Scuola Parentale, le impartiscono direttamente ai propri figli. La scuola fisica, invece, nascerà non appena dei genitori determinati ad applicare la mia didattica si aggregheranno e la adotteranno. Le classi prevedono un massimo di dieci alunni, considerata l’eventuale presenza di un bambino disabile, e sono dirette da un insegnante debitamente formato. La scuola inizia ad ottobre e termina a maggio. La frequenza è di cinque giorni la settimana. Non sono previsti compiti per casa. Le lezioni iniziano sempre con il catechismo. L’insegnamento della seconda lingua (dialetto o lingua locale) è introdotto dalla classe prima. L’insegnamento della lingua latina in classe quinta

D: Il livello di preparazione in tutte le materie dei nostri ragazzi, piuttosto che l’aggiornamento alle esigenze di apprendimento del momento (utilizzo tecnologie, laboratori, ecc.), come viene garantito?

R: Tutti nostri programmi relativi alle materie di cui forniamo supporto, sono in linea con le INDICAZIONI NAZIONALI del Ministero dell’Istruzione, pertanto sono equipollenti a tutte le altre scuole ed idonei a superare l’esame di idoneità a fine anno.

D: Quando i nostri figli affronteranno le scuole di livello superiore, si troveranno bene oppure avranno la sensazione di essere meno preparati?

R: Gli alunni preparati dai genitori che seguono il nostro supporto pedagogico sono ampiamente più preparati della media al ragionamento, allo spirito critico ed alla capacità di giudizio. Infatti l’istruzione che privilegia la cura e la comprensione rende i bambini anche più sicuri di sé e quindi più felici di esibire le proprie conoscenze. Saranno meno allineati al pensiero unico dominante.

L’assenza di insegnamento alle lingue straniere, soprattutto inglese, non può essere un limite importante sia verso il lavoro che ormai richiede questa competenza quasi ovunque che verso le scuole superiori che si attendono ragazzi con preparazione di base in questa materia?

Il nostro supporto non prevede le materie di Informatica, musica e lingua straniera in quanto viene lasciato alla autogestione dei genitori. Diversamente, progredendo con l’età e diventando l’approfondimento della lingua straniera sempre più dettagliato, l’offerta della scuola media comprende anche l’inglese e il francese, con video creati appositamente da insegnanti madrelingua.

D: Dal punto di vista relazionale è lecito pensare che i bambini hanno bisogno delle relazioni tipiche della scuola per crescere adeguatamente?

R: E’ lecito pensare alla socializzazione in relazione all’educazione, ma non alla socializzazione vincolata all’istruzione. In altre parole un bambino, per essere istruito, non ha bisogno “di compagnia”, mentre invece per essere educato, ha bisogno di amici dai sani principi.

D: Quale differenza nella loro crescita psicologica e relazionale con la scuola parentale?

R: I bambini preparati da una scuola cattolica sono più avvezzi alla Verità, allo spirito critico, alla capacità di giudizio ed in generale più orientati ai sani principi.

I genitori si affidano agli insegnanti con fiducia, senza preoccuparsi troppo dei contenuti. E’ una posizione comoda, permette di poter pensare ad altro delegando “in bianco” alla scuola con il pensiero che loro sono competenti e noi mai potremmo farlo.

D: Perché dovrebbero fare la fatica di imparare ad insegnare ai bambini tutte le materie?

R: La maggioranza dei genitori ritiene valida l’offerta formativa della scuola di oggi oppure non ha alcun interesse su di essa. Noi ci rivolgiamo ai genitori che condividono la nostra analisi critica, contenuta per altro nel libro BENEDETTA SCUOLA di Maria Chiara Nordio, ed intendono porvi rimedio con un orizzonte cattolico.

D: Saranno poi in grado di farlo?

R: Tenuto conto che al termine della 5a elementare lo Stato oggi richiede che l’alunno abbia imparato a leggere, scrivere, tenere di conto e qualche parolina di inglese, noi rispondiamo sempre con uno slogan: ”Un buon genitore può diventare anche un buon maestro per il proprio figlio a patto che possegga tre requisiti”.

Il primo è la fede in Dio che noi decliniamo anche nella fede in noi stessi e nella capacità di porsi e raggiungere dei semplici obiettivi personali.

Il secondo è adottare la “cura benedettina” nello svolgimento del lavoro. Per “cura benedettina” intendiamo svolgere accuratamente un lavoro impegnandosi tutto il tempo che serve senza distrazioni.

Il terzo è la continuità nel lavoro. In altre parole il lavoro va svolto o al mattino o al pomeriggio seppur con le dovute pause.

Lavorando con questi pre-requisiti il successo è garantito e il raggiungimento degli obiettivi è assicurato.

Avere i figli per qualche ora al giorno “fuori dai piedi” permette di poter lavorare, seguire la propria carriera lavorativa, svolgere la propria vita limitando il tempo dedicato ai figli. Mettersi a fare gli insegnanti permette di ottenere un vantaggio tale da giocarsi questa possibilità?

L’obbligo d’istruzione è comunque in capo ai genitori, debbono solo rispondere alla loro scala di priorità valoriale.

D: I genitori di oggi secondo voi comprendono bene e sono consapevoli di ciò che viene insegnato ai loro figli?

R: I genitori non conoscono la scuola di oggi. La maggior parte di loro ritiene che sia ancora quella scuola edificante di 50 anni fa e, comprensibilmente, si fida.

Tuttavia la scuola oggi è radicalmente cambiata.

Se 40 anni fa poteva rappresentare senza dubbio un valido supporto educativo aggiunto ad una valida custodia per i figli di genitori che dovevano occuparsi d’altro, oggi il supporto educativo è scomparso mentre è stato raddoppiato il tempo di parcheggio.

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http://www.scuolanordio.org/p/lintervista-di-matteo-orlando-per-il.html

pieghevole Scuola San Benedetto  Per istruzioni sulla scuola media: www.centrostudic2.com

Per far fronte alle necessità di questi singoli genitori, dei parroci e dei genitori/maestri la Scuola San Benedetto partecipa a OPEN DAY online con gruppi di genitori per illustrare la Scuola di San Benedetto con le didattiche di Maria Chiara Nordio.

Organizzeremo incontri ON LINE di presentazione della Scuola dove avrete la possibilità di fare le domande che vorrete e di conoscere direttamente i responsabili.

Se siete interessati a partecipare inviateci una email all’indirizzo pellicano.proposte@gmail.com e vi informeremo entro poco tempo sulla data prevista per l’incontro.

Il “meet”, della durata di circa 1 ora, è gratuito e prevede la trattazione dei seguenti punti:

Sulla gestione e organizzazione

  • Nascita della scuola di San benedetto dettata dall’emergenza educativa
  • Orizzonte valoriale cattolico sul catechismo di San Pio X
  • Istituto giuridico dell’educazione parentale e la possibilità di istruire in prima persona i propri figli
  • Spiegazione del programma completo idoneo al superare l’esame di idoneità’
  • Ruoli e responsabilità’ sul raggiungimento dei livelli di apprendimento annuali
  • Fasi della scuola (corso e supporto annuo)
  • Supporto informatico e costi

Sulla pedagogia e didattica

  • Catechismo San Pio X e Regola San Benedetto
  • Reintroduzione del principio di cura e conoscenza (vs competenza e sciatteria)
  • Metodologia didattica
  • Svolgimento della settimana di scuola
  • Lingua 2 (dialetto o lingua locale)
  • Tradizione
  • Identità’
  • Corso scrittura creativa e altri corsi

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