Di: Emanuele Pizzatti
Nei dintorni della nostra capitale e di altre famose città una banda di giovani appartenenti al gruppo di Ultima Generazione da tempo sta frantumando le riserve di pazienza degli automobilisti con blocchi stradali all’insegna dello “stiamo morendo, non abbiamo più tempo. Bisogna fermarsi subito”. Anche a Firenze si sono fatti vivi prendendosela con le opere d’arte di cui siamo tutti fieri, sempre al motto dello slogan che spiega il loro nome: siamo l’ultima generazione che può agire concretamente per bloccare tutto questo e garantire un futuro. Dicono che stiamo correndo verso l’estinzione, che abbiamo un futuro di carestie e siccità, che corriamo verso temperature troppo alte e un futuro di alluvioni e catastrofi e epidemie sempre più frequenti. Ci avvertono che se non cambiamo subito rotta entro tre anni al massimo non ci saranno più né cibo né lavoro, che perderemo le nostre case e che scuole e ospedali collasseranno. E’ in atto un suicidio collettivo già molto avanzato. E’ quasi già troppo tardi.
Secondo loro la colpa di tutto questo è chiarissima. Tutto è dovuto all’utilizzo dei combustibili fossili da parte dell’uomo. Motivano questa loro convinzione con l’ineccepibile dichiarazione che la scienza ha da tempo stabilito che tutto è provocato dalle attività umane ed i disastri che vediamo nel mondo non sono che l’inizio della lunga e inarrestabile serie di catastrofi alle quali assisteremo molto presto. La scienza avrebbe determinato questa teoria con l’avvallo del 97% addirittura degli scienziati tutti.
Ma la verità sta altrove. Le dinamiche che permettono a pochi di dominare il mondo sono fin troppo evidenti a chi ha occhi per vedere e cervello per capire. L’elenco dei grandi e potenti finanziatori di questo neonato gruppo rivoluzionario e di altri su diversi fronti ma uniti nello scopo è ormai di dominio pubblico, sappiamo chi sono e dove si riuniscono. Sappiamo quali organizzazioni politiche li sostengono, a loro volta fortemente sostenute economicamente. Sappiamo che il loro obiettivo è racchiuso nel progetto di governatorato unico mondiale e di riduzione drastica della popolazione del globo.
Ciò che non conosciamo davvero è la motivazione. Non può essere solo economica, anche se la fame di potere di questi personaggi è insaziabile. Probabilmente la risposta si trova nella comprensione dell’equilibrio fra il bene e il male che domina il creato terrestre.
Meglio allora cercare di capire qualche ulteriore dettaglio.
Cominciamo dalla scienza, tanto importante e amata quanto delegittimata dai tanti comportamenti palesemente svenduti alla brama di potere. Quella che viene definita “scienza” è per wikipedia un sistema di conoscenze ottenute attraverso la ricerca con procedimenti empirici e rigorosi. Scienza è anche un importante dono dello Spirito Santo secondo la Chiesa Cattolica. E se davvero così fosse per tutti e venisse sacralmente considerata avremmo a disposizione in ogni scienziato un vero maestro di vita.
Pare che non esista una sede ufficiale della scienza e nemmeno un ufficio stampa ufficiale. Quando sembra che la scienza parli in realtà a volte sta parlando solo un uomo di scienza che può talvolta esprimere il parere di molti scienziati o anche della maggioranza di coloro che si sono riuniti per uno scopo o per uno studio. Spesso è impegnato nel tentativo di portare alla nostra conoscenza il risultato di qualche studio accreditato come verità assoluta solamente per essere stato pubblicato su riviste specializzate, quasi sempre peraltro a pagamento. Questa giungla di pessimo utilizzo della scienza nasconde ai più il sottobosco della vera scienza, dei veri studi e delle reali grandissime conquiste che continuamente raggiunge.
Assistiamo facilmente all’affannarsi di solerti uomini di scienza che spiegano a noi comuni mortali il senso di importanti studi compiuti da qualcuno. Quasi sempre faticano ad avere a che fare con chi non ha la loro stessa conoscenza, sembrano pretendere che gli si creda senza alcun dubbio poiché la loro sapienza è così alta che non sopporta di venir messa in dubbio. Ogni domanda è fastidiosa, ogni tentativo di approfondimento un’offesa. Culmine estremo di questo comportamento si è mostrato durante la pandemia Covid dove noi semplici pazienti dovevamo accettare la vulgata vaccinale anche dichiarando in forma scritta e firmata di essere a perfetta conoscenza di ogni possibile conseguenza nonché sottoscrivendo la piena assunzione di ogni responsabilità. Tutto questo senza poter rifiutare, pena l’esclusione sociale e in molti casi professionale. E ogni dubbio o domanda era con tutta evidenza un fastidio insopportabile.
La bellezza della scienza in quel caso ci ha mostrato anche un gran numero di scienziati che non erano affatto d’accordo e lo dicevano chiaramente. Nonostante le violente reazioni delle loro stesse corporazioni. Insieme a loro abbiamo potuto confrontarci con tantissimi medici che hanno curato molto al disopra dei protocolli obbligati e spessissimo pericolosi.
Questo brutto periodo ci ha mostrato come la scienza si esprime incapace di trovare in essa stessa un confronto aperto e trasparente. Abbiamo potuto sperimentare l’effetto dell’arroganza di certi uffici, del potere immenso delle forze economiche in campo ma anche la forza invincibile della scienza vissuta e vera nelle persone dei tantissimi uomini e donne di scienza che portano in sé i valori fondamentali del loro antico e splendido lavoro, con passione e reale missione.
In campo ecologico è subito emerso quanto fosse falsa la base stessa delle affermazioni di questi gruppi ben organizzati e finanziati.
Non è affatto vero che la scienza con maggioranza assoluta dei suoi membri ha accertato il cambiamento climatico e la relazione con le attività umane così come non è per nulla vero che un cambio repentino delle nostre modalità di vita possa addirittura salvarci modificando drasticamente il clima.
Il dato utilizzato per le tesi catastrofiste narra di un 97% degli scienziati che ha chiuso il dibattito sul cambiamento climatico con l’asserzione che certamente è dovuto alle attività umane. E’ un dato che non esiste affatto. In realtà si tratta di uno studio del 2013 che analizza tutte le pubblicazioni del momento, e solo quelle, sul tema del cambiamento climatico. Si arriva al risultato che il 66% di quelle pubblicazioni non fanno alcun riferimento ad un presunto cambiamento globale antropogenico, solo il 33% rimanente lo riconosce e di quello il 97% prende esplicita posizione legandolo a causa umana. Quindi l’assoluta maggioranza di quegli articoli non asserisce affatto che sia in atto un cambiamento e che sia d’origine antropologica. Si aggiunga a questo il fatto che numerosissimi scienziati da tempo esprimono convinzione che il clima stia semplicemente cambiando secondo i suoi naturali ritmi dettati dalle ere geologiche in movimento.
Non avverrà nulla di tutto quanto paventato, fra tre anni saremo tutti qui, a Dio piacendo, esattamente come oggi e il clima cambierà perché cambia da sempre, ciclicamente. Tutti i ghiacciai vivono ere in cui si sciolgono ed epoche in cui ricrescono. Da sempre il mondo vive questi cambiamenti e passa momenti in cui si riscalda e momenti in cui si raffredda. La parte giocata dall’uomo è percentualmente ininfluente.
Questo non significa che della gestione del mondo possiamo fregarcene e rovinarlo e sfruttarlo senza freni, anzi. Soprattutto se crediamo che sia stato creato da Nostro Signore e dato a noi in uso perché ci vivessimo e lo coltivassimo consegnandolo alle generazioni successive. Rimane un crimine deturparlo ed è infinitamente sbagliato sfruttarlo oltre ogni limite.
Abbiamo globalizzato l’economia. Stiamo riempiendo a dismisura i mari di navi per trasporto merci e navi da crociera per le nostre vacanze che non spengono mai i loro motori. Consumano mediamente 250 tonnellate al giorno di carburante, cioè 770 tonnellate circa di CO2.
I nostri cieli sono strapieni di aerei che collegano costantemente ogni località del mondo intero. Consumano circa 4.500 litri ogni ora di volo. Pari a 100 ton al giorno di carburante.
Significa che una sola nave e un solo aereo, sommati, consumano ogni giorno 870 tonnellate di carburante.
Continuando a divertirci con i numeri e considerando che in tutta Italia vengono consumati ogni giorno prodotti petroliferi pari a 150.000 tonnellate, ne risulta che circa 80 navi e 80 aerei consumano ogni giorno quanto l’intera nazione con tutto il suo consumo di petrolio, sia esso per scaldare che per spostamenti automobilistici che per fabbriche o lavoro.
Quindi azzerando immediatamente ogni nostra attività, con tutte le conseguenze del caso, risparmieremmo carburanti quanto ne consumano 80 navi e 80 aerei. Post Scriptum: in ogni singolo istante sono in volo nel mondo 9.700 aerei e chissà quante navi.
E noi per evitare le piogge, le epidemie, le carestie, i tornado e le varie altre catastrofi paventate dovremmo muoverci con carretti e cavalli naturalmente, perché anche l’elettricità si produce con combustibili o con uranio. Quella rinnovabile è percentualmente ininfluente. Ma anche i cavalli necessitano di carburanti, il fieno non può essere ricavato con le sole forze umane, occorrono trattori che non si muovono certo a pedali o con la corrente.
Abbiamo il fermo dovere di tenerlo bene questo meraviglioso giardino che ci mostra in tutta evidenza chi l’ha creato, se solo lo sappiamo guardare, e che ci è stato donato perché lo vivessimo, lo coltivassimo con cura e lo consegnassimo al futuro possibilmente migliorato. Dobbiamo assolutamente trovare il modo di far muovere autovetture, camion, macchine da lavoro, motori da industria, navi, aerei in modo da inquinare molto meno e quindi dobbiamo impegnarci con intelligenza su questa ricerca, che non potrà trovare come unica soluzione l’elettricità, problematica nella produzione. Ben vengano i nuovi bio carburanti, l’idrogeno e quanto la scienza ci proporrà in futuro.
Dobbiamo avere consapevolezza dell’importanza del mantenere in salute il nostro pianeta, anche però rispettando quelle popolazioni che rimanendo arretrate hanno assistito alla sfrenata crescita economica delle nazioni più progredite, spesso consentendo pesanti sfruttamenti ancora in corso delle loro risorse. Dobbiamo dare loro il modo di poter crescere anche grazie alle più recenti scoperte scientifiche ma senza che debbano pagare subito lo scotto delle nuove regole date proprio a causa di chi non le ha rispettate finora.
E’ una battaglia soprattutto in carico a chi crede che il mondo sia parte di un creato divino, con la consapevolezza della responsabilità di questa consegna.
Ma rifiutiamo, per favore, la spinta ideologica che sfrutta pesantemente l’ingenuità e la voglia di dar battaglia ad ogni sistema di molti giovani favorendo in realtà grandissimi interessi. Sono idee partorite da pescecani che hanno fame di potere immenso, che si credono Dio solo perché ossequiati da chiunque abbia a che fare con loro a causa delle immense ricchezze che detengono. Idee promosse al solo scopo di aumentare a dismisura i loro affari.
Cerchiamo nella politica coloro che sono davvero dalla parte dei cittadini, delle famiglie, delle aziende, dei nostri figli. Ne esistono ancora, per fortuna. Ma rifiutiamo con fermezza tutti gli altri non facendo l’errore di pensare che la ricerca di un compromesso sia la strada da seguire.
La nostra nazione è stata salvata più volte, letteralmente, dalle famiglie che la compongono. Salvandola l’hanno tolta dalle mani di questi pescecani che per questo odiano con tanto livore l’istituto stesso della famiglia. A noi tocca mantenerla lontano dalle loro mani e dalle loro brame. Ai nostri figli toccherà continuare questa battaglia ma, forse, ne vedranno e godranno i risultati.
Abbiamo armi potentissime da utilizzare. Il voto, ad esempio. Il denaro che possiamo usare per rifiutare certi acquisti. La nostra intelligenza e la nostra coscienza, evitando che vengano sapientemente addormentate.
Possiamo riconoscere le follie che ci propongono come fossero diritti e necessità assolute. Accogliamo la nostra vera natura, rifiutiamo ogni forma di acquisto o vendita o sfruttamento di persone e soprattutto di bambini.
Possiamo schifare gli orologi costosissimi che poi sono un gran casino in caso di divorzio, le automobili di moda o di lusso, le scarpe famose, le mode più assurde, le ansie da consumo sfrenato di merci e di corpi.
Possiamo fare invece cose rivoluzionarie e bellissime, quali ad esempio farci una famiglia, sposarci, aprirci alla vita senza timori, dedicare tempo agli altri, aiutare chi possiamo in ogni modo, essere generosi, lavorare sempre sorridendo e guardando gli altri con attenzione negli occhi, abbracciare chiunque appena possibile.