L’Opus Dei apre un ufficio di guarigione e ascolto in Spagna

Purtroppo ancora nulla in Italia, che pure ospita la sede mondiale dell’#OpusDei.

Nasce però in Argentina in seguito a numerose denunce e si sviluppa in Spagna, su altre segnalazioni, un protocollo di ascolto con persone dedicate al tentativo di comprensione di quanto accaduto, speriamo con possibilità di attuare poi i necessari correttivi. Fra le righe si dichiara che occorre promuovere processi di guarigione con gli ex membri della Prelatura o gli ex frequentatori delle sue attività che possono sentirsi feriti, così come anche sia necessario riparare e guarire, valutare l’entità del caso e cercare il modo migliore per offrire assistenza e guarigione.

Molti membri dell’Opus Dei sono soddisfatti della propria vocazione; molti altri hanno abbandonato questo cammino e hanno indirizzato la propria vita altrove. Le cause sono varie e ci sono stati errori e carenze a cui non ci si può sottrarre, a volte particolarmente gravi.

Scrive l’Opera: “Si è deciso di formalizzare e avviare un Ufficio di Guarigione e Ascolto per strutturare questi processi e rispondere meglio alle richieste ricevute. L’obiettivo è facilitare l’assistenza a coloro che appartenevano alla Prelatura o hanno partecipato alle sue attività formative e che, in alcuni casi, presentano reclami istituzionali. L’Ufficio è composto da un team di persone con esperienza e formazione in vari ambiti legati alla cura della persona (psicologia, spiritualità, educazione, assistenza sociale e pastorale), e il suo coordinatore è José María Román (laureato in giurisprudenza). Per garantire l’indipendenza e facilitare il supporto di coloro che potrebbero rivolgersi all’ufficio, i membri del team non fanno parte della governance della Prelatura. Una volta reclutato un numero sufficiente di persone, uomini e donne, adeguatamente formate per questo compito di ascolto, il Vicario ha istituito l’ufficio con Decreto del 13 maggio 2025”. “L’ufficio opera in piena indipendenza operativa rispetto alla governance della Prelatura; gode della fiducia della Società per svolgere questo compito in modo libero e responsabile. Il suo lavoro si basa su cinque principi fondamentali:

  • Rispetto della dignità e della storia di ogni persona.
  • Ascolto attivo, senza pregiudizi o aspettative.
  • Riservatezza, che garantisce un ambiente sicuro.
  • Supporto personalizzato in base ai desideri e alle esigenze di ogni caso.
  • Disponibilità a inoltrare alla Prelatura, se del caso, richieste o suggerimenti di perdono o riparazione che, in accordo con il denunciante, siano ritenuti opportuni.

Inoltre, il team dell’ufficio può richiedere consulenza esterna, ad esempio per consulenza legale o mediazione istituzionale, sempre con l’espresso consenso della persona a cui si riferisce il reclamo.

Questa iniziativa si inserisce in un profondo desiderio di migliorare l’assistenza personale, soprattutto per coloro che hanno lasciato l’Opera”. (https://opusdei.org/es-es/article/escucha-cuidado-oficina-sanacion/)

Ci vorrà molto tempo ancora perché vengano accertati i fatti accaduti e perché tutti coloro che hanno svolto compiti di direzione e accompagnamento di persone si possano rendere conto degli sbagli compiuti e della loro portata, ove sono avvenuti. L’abuso di coscienza è sempre da intendersi come sistemico, istituzionale. L’abuso fisico e sessuale altro non è che l’ultimo anello di una catena che deve essere ben compresa per essere affrontata. E tutti i complici, più o meno consapevoli, devono renderne atto con trasparenza e coraggio.

Ancora presto per sentir parlare di richiesta di perdono, di pubblico dibattito sull’accaduto, di adeguate riparazioni.

Questo è ciò che mi auguro aspettando con speranza filiale il giusto intervento della Santa Sede nel valutare eventuali punti oscuri sui quali è doveroso far luce.

Riprendo un articolo pubblicato da OMNES il 17 luglio 2025 da  Maria José Atienza Direttore di Omnes. Laureata in Comunicazione, più di 15 anni di esperienza nella comunicazione ecclesiale:

(https://www.omnesmag.com/it/notizie/ufficio-di-guarigione-dellopus-dei-ascolta/)

Con i membri e gli ex membri dell’Opera come interlocutori, l’Ufficio vuole “incanalare questi processi in modo strutturato e rispondere meglio alle richieste ricevute”.

La Prelatura dell’Opus Dei ha pubblicato sul proprio sito web il lancio di un nuovo ufficio di guarigione e ascolto assistere gli ex membri della Prelatura o gli ex frequentatori delle sue attività che possono sentirsi feriti o avere lamentele di natura istituzionale. 

L’Ufficio di guarigione e ascolto del Opus Dei in Spagna, creato con decreto del Vicario regionale della Prelatura del 13 maggio 2025, prosegue la linea di interlocuzione segnata dai protocolli che l’istituzione ha messo in atto più di 10 anni fa per affrontare eventuali casi di abuso e che sono andati avanti e prendendo forma nel corso degli anni.

Questo tipo di ufficio esiste già in molte diocesi e istituzioni religiose in Spagna e, secondo l’Opus Dei, questo nuovo ufficio mira a “promuovere processi di guarigione” con gli ex membri della Prelatura o gli ex frequentatori delle sue attività che possono sentirsi feriti o avere lamentele di natura istituzionale. 

Non è il primo di questi uffici che l’Opus Dei ha, dal 2022, in Argentina, c’è l’Ufficio di Guarigione e Risoluzione, con un obiettivo simile nella regione americana. Dal 2024, la Prelatura dispone anche di un canale di ricezione di richieste o reclami relativi al tempo trascorso presso l’Opera via e-mail. 

Ex membri nel gruppo di ascolto.

Questo ufficio vuole essere un ulteriore passo avanti nel compito di “incanalare questi processi in modo strutturato e di rispondere meglio alle richieste ricevute”. A tal fine, la prelatura ha formato un’équipe che comprende professionisti nei campi della psicologia, della spiritualità, dell’educazione, del lavoro sociale e dell’accompagnamento pastorale. 

Tra queste persone, ci sono uomini e donne, alcuni appartenenti all’istituzione, altri senza incarichi di governo, e persone che in precedenza facevano parte dell’Opera, per offrire uno “spazio di fiducia che permetta di seguire ogni caso con empatia e rispetto”. 

In realtà, l’ufficio ha un’indipendenza operativa rispetto al governo della Prelatura e sono queste persone che fungono da interlocutori tra l’Opera e le persone colpite e che hanno il compito di “trasferire alla Prelatura, se del caso, le richieste o i suggerimenti di perdono o di riparazione che, in accordo con il ricorrente, sono ritenuti opportuni”. Il comunicato non chiarisce il tipo di riparazione a cui si fa riferimento, né se in alcuni casi sia contemplata la possibilità di una restituzione finanziaria.

Riparazione e guarigione.

L’ufficio raccoglierà informazioni “per capire cosa è successo, valutare l’entità del caso e cercare il modo migliore per offrire assistenza e guarigione”. La stessa prelatura sottolinea che “l’équipe dell’ufficio può contare su consulenze esterne – ad esempio per l’orientamento legale o la mediazione istituzionale – sempre con l’esplicito consenso della persona assistita”.

Preparazione al centenario dell’Opus Dei

L’ufficio è nato da un percorso di lavoro, ascolto e apprendimento della Prelatura dell’Opus Dei, insieme a quella di tutta la Chiesa cattolica, nell’affrontare non solo i casi di abuso (sessuale o di coscienza) ma anche l’accoglienza di persone ferite o in confronto con l’istituzione religiosa. 

Oltre ai vari casi di ex membri scontenti che hanno colpito direttamente l’istituzione fondata da San Josemaría Escrivá, l’Opera sottolinea la volontà di “migliorare l’attenzione personale, soprattutto nei confronti di coloro che hanno lasciato l’Opera” e che questo tipo di azione dovrebbe servire a preparare il centenario della fondazione dell’Opus Dei nel 2028. 

1 Comment

  1. Grazie Emanuele, mi stupisce che chi ha creato la sofferenza sia lo stesso che ripara e guarisce, Mi sarei limitato all’ascolto e alla verifica per cogliere la bontà del movimento per la vita di chi vi aderisce Avanti con umiltà in questa battaglia per la verità che ti fa sanguinare

    un abbraccio daniele

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